I CONCORSO “POESIA IN CAMMINO"


UN VECCHIO
VINCITRICE 1° PREMIO


Passò fischiando
profondo d’ombra
nella canicola muta
si posò
sulla sedia di un bar
esitante
poi si levò fischiando
e attraversò il campo
dei miei pensieri
L’altro
- ingialliva sul muro -
mi disse:
fischia sempre, è un usignolo.
E balenò soddisfatto.

Enrico Tatasciore




SUGGESTIONI CREPUSCOLARI
VINCITRICE 2° PREMIO

Lentamente
l’Infinito si schiude
dinanzi ad occhi attoniti
che con stupore
contemplano
le suggestive bellezze
nell’estasi del crepuscolo

Chiara Santillo




NUVOLA
VINCITRICE 3° PREMIO

Ed eccoti ancora,
ogni giorno nuova.
Io mi agito e affondo
dove il cuore non trova
né parole né silenzio.
Eppure questo tramonto
è tutto per te.

Emiliano Furlani




CIELI GRIGI
E finì tutto troppo presto
pioggia di settembre tra i sassi bianchi all'alba,
nascosti rivoli di nostalgie rubate
al ciclico morire di desideri spenti.
Il mare bestemmiò le sue lune in partenza,
pallide donne in lutto da una vita
e il vento coprì di gigli di cartone
onde infuriate dipinte da un clochard.
Sirene da lontano cantavano il dolore
di due gabbiani agonizzanti al largo
ed il silenzio si specchiò nel cielo
e s'impaurì vedendosi già vecchio.
Stille d'incenso si spensero nell'acqua
memoria antica di marinai in balìa,
di notti e occhi rossi da scordare,
di braccia alzate per ogni nuovo addio.
Venere lontano mi riportò di scatto
nei cieli grigi in cui t'abbandonai
e caddi a terra in preda alla tua assenza
perché così potessi anch'io morire.

Remo De Fabritiis




(POESIA SENZA TITOLO)
Ho visto anime di limpida bellezza
morire
arse di vita
Danzare con la gelida oscurità dell'infinito
ubriache di lacrime di stelle
e stramazzare al suolo del miserabile reale
Le ho viste urlare e scalciare pazzia
soffocate dal silenzio straziante dei sanatori
e barcollare dopo lo stupro,
bambole spezzate,
vuote di dolore...
E le ho viste dimenticare,
un giorno dopo l'altro,
bagnando le labbra
alla morta aria del sopravvivere.

Alessandro Vichi




VESPERO
Serpeggia una lingua di fuoco ardente
fra le striature iridee di uno sguardo sfocato
e fuori s'affligge una foglia, morente
dietro la foschia di un vetro appannato.
S'infiamma il sussurro del mio sospiro,
fili setosi di fuoco s'agitano in delirio.
Son secchi ormai i legni dei sentimenti
e furiosi, gli affanni ardono
ma sfuma al vespero la foga infernale,
si sfama questo spirito infantile,
si dissetano l'ira e il furore
disciolti in lacrime amare;
si scalda, si consola questo cuore
nell'abbraccio soffice dell'ultimo tepore.

Dalila Di Girolamo




ESTATE
Fresco acidulo
bianco cresteggiare,
sui ranghi brumosi
di giada e zaffiro.
Qui con me
una nuda lampadina.
Fuori, dell'orizzonte
non rimane che una
tremula collana di bagliori.
Si sbracciano le palme
in un titanico
avvertimento: mute
custodi del culto
perduto, mano o pettine,
accarezzano le stelle.
Rullo di tuoni
apre il sipario elettrico
dell'ultimo temporale estivo.
Squarcia la muta
il drago del cielo.
E la schiera di nuvole
che resta
è l'esercito del tempo
che striscia su di me.

Emiliano Furlani




ASSOCIAZIONI
Del gabbiano
galleggia a riva
la testa: plastica vivida,
bianca, lucida ruvidezza,
nel liquido asettico
della memoria-accanto, gli altri
graditi giocattoli di quando ero col nonno.
Di me
galleggia in angusto distacco
limpido e salmastro
il vivere.

Enrico Tatasciore

 



EPOS
Ella va a Nord. Ha deciso di andare.
Ha smesso i panni
d'antica indigenza del cuore.
Come la gente,
come la sua terra, si piega al destino e va.
All'imbarco il nugolo di sguardi,
amanti rosi dall'indifferenza
e lui che misura già la distanza,
consueta la pena
di chi muta da sé la direzione
ignaro se altrove
se altrui giovi.
Ella va a Nord. Ha deciso di andare.
Sa che troverà al ritorno
la casa
svuotata d'abitudini
che se dolore ospitò
pure alla quiete acconsentì. Ma tanto
chi parte per il Nord poco si chiede e va.

Stefania Gaspari




FINALE
Anche oggi
ho ritratto
in una cornice
le mie belle speranze
Ho teso una mano all'anima
per sentirmi leggero
sono scivolato dal giorno
beffando un sospiro
e di lì
ancora
sulla spiaggia
a ricamare
sembianze
e chiome accecanti
Come un tramonto di dolore
che voltatosi dietro al mondo
fa finta di tornare.

Glauco Recinella




FONTAMARA
E' stata violentata l'innocenza.
Angeli di fango dall'Eden scacciati
disarmati di coscienza,
i poveri
sono abbagliati
dall'autorità.
Collo e polsi
allo scettro
in catena
di un demone spietato.
Si abusa
di un dolore
mal vissuto.
I Fontamaresi
adagio
abiurano il diritto,
carezzando
vane illusioni,
piegano le ginocchia spezzate.

Francesca Carozza




LA NOTTE CHE BRUCIAMMO
La pelle scottava nell'aria secca,
fiato di antico drago
d'odore caldo e dolente.
Il cuore bolliva nel petto
con sordi e cupi richiami
tra stretti artigli di fuoco.
L'Uomo bruciava tra le sue cose,
solo,
senza poter stabilire contatti,
solo,
tra fiamme di rabbia e disperazione.
Noi rimanemmo lì, abbandonati,
a guardarlo bruciare
a bruciare noi stessi
Rimanemmo lì, storditi dal calore, il corpo sciolto,
nessuna funzione attiva
nessun pensiero coerente
La notte bruciò, con il cielo e le poche stelle.
La notte bruciò, e con essa i ricordi
di pochi giorni trascorsi insieme,
la fresca gioia
di trovarci e vederci e parlarci.
Rimanemmo lì, ostili e silenziosi,
Mentre il mondo bruciava,
e noi con lui.

Emiliano Angelini



RINASCENZA
Devo far finta
che tutto non sia successo
che quello che è stato
doveva passare di qua
che questo è
il mio breve spazio
Mi ripresento
A te vita
come se non ci fossimo
mai incontrati.

Glauco Recinella



AQUILA AL SOLE
Mi piace ridere
perché conosco la tristezza
-io, malinconica sera d’autunno
mi affaccio dalle soglie del tramonto
striando i pensieri di fumo d’incenso -
Pagando io cedo ad amari maestrali,
mi vesto di luce, nascondo le stelle,
mi arrendo a gelose preghiere del ventre.
In difesa o in attacco, immediato lo schianto
mi sfilano intorno segreti e campane
ti sfuggo e sorrido, mi chiamano incanto
non credo che ad amori e canti profani
non chiedo che pace, risate e perdono
di planare serena sul mio dolce ritrovo
approdare sirena al mio porto di sale
senza domande né dubbi o risposte
ma aquila al sole, giocando di soste.

Cristina Mosca



SOGNO

Sogno:
danza sfrenata
verso l’ignoto.
Sospesa nel vuoto
scio
su orizzonti
di fragranze d’Oriente.
Naufraga d’un presente
mai trascorso
in navi d’acqua
solco
sentieri di mare.
Un sussulto
mi strappa
al mite inganno.
Sogno:
utopia d’infinita
vanità.

Silvia De Vito



(SENZA TITOLO)
Accasciato
su di un antico letto
di un paese muto
considero l’allegria
di ieri
e coniugo la tristezza
nelle sue forme.
Le voci della casa ridono
giovani
immortali fra le mie pareti.
Percorrono le mie fondamenta
arrampicandosi, disgregando
fino al cielo
ed insidiano
i pilastri.
Amerò le vostre grida
senza cigolii.
Dall’ultimo piano
ascolto
la febbre della vita
in silenzio.

Carlo De Vitofranceschi



SOLE DELL’ANIMA
Si può amare il silenzio
di quell’angelo desolato?
Quali misteri donandosi
cela il freddo mattino
in questa morte di fuoco?
Perché sorge il sole
se l’aria si tinge di sangue
e le bocche piangono peccati?
Io credo che ci sia un momento
in questo cielo serrato,
in cui riposarsi, in cui amare.
E se la mia anima è accesa
come acqua che sorge,
non sarà quel bagliore di nude ossa
ad accecare i miei sogni.

Claudia Mattioli



AURORA

Io
dal mio albero
di foglie
di sogni,
svegliavo
timido
la vita!

Glauco Recinella

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