VI CONCORSO “POESIA IN CAMMINO"



ELEMOSINA DI AVVENIRE

VINCITRICE 1° PREMIO


Svaporata sagoma incerta
raggomitoli le gambe
nel gelo severo del porto.
Sulla panchina
il rossore timido
della ruggine
sdraia brividi di ferro
dal tuo respiro.
Barbone con ossa di ombra
appisolate su foglie.
Posso vederti
apparecchiare il cielo di stelle
con bramanti mani
e tornare
-sazio di cosmoa
un sospiro.
Screpola il volto il colpevole
bacio della bora ciarliera
ma tu
-fiammifero d’anima
nelle capriole del buioincessante
mendichi
vita.

Basilavecchia Lorenza



31 AGOSTO 1943. PRIMO GRANDE
BOMBARDAMENTO SU PESCARA

VINCITRICE 2° PREMIO


Su questa spiaggia non giocano più i miei compagni,
eppure le mamme non smettono di chiamarli.
In fondo alle macerie
sta solo un cane
nero
gonfio
morto.
Dove c’era la mia scuola
ora c’è una mano,
fredda.
Chi ha detto
che in cielo volano solo gli angeli
ha detto una bugia.

Francesco M. De Collibus

 



A MIO NONNO
VINCITRICE 3° PREMIO


“Nonno,
un uomo fatto di silenzio,
viveva in un villaggio
abitato da persone fatte di rumore.
Quelle persone gli dicevano sempre:
-Perché non parli?-
L’uomo fatto di silenzio non rispondeva.
Un giorno,
l’uomo fatto di silenzio morì
e le persone fatte di rumore
non parlarono più”

Presicce Barbara




IL DESIDERIO D’INFINITO


Senza nulla negli occhi un uomo guardava l’oceano,
una perla diventò la sua pupilla e, il colore del mare tinse l’iride
di azzurro.
La sabbia determinò il colore del suo volto e del suo corpo.
Il movimento delle onde gli diede respiro mentre
un granchio dipingeva le sue labbra di arancione.
I suoi capelli presero dagli scogli neri,
il vento dentro di lui a dargli personalità.
Le nuvole si avvolsero ai suoi piedi come calzari,
a dargli dei passi leggeri.
Il cielo del tramonto gli fornì un mantello rosso, con cui
attraversare romanticamente la notte.
L’uomo si accorse di esistere e andò nel bosco per chiedere agli
alberi in dono anche un’anima.

Stefanelli Ornella




GRAFFITO


“Ho bisogno d’amore!”
gridò un avido Cristo
rivolto con la faccia nel fango.
Passanti e mendichi
lo guardavano di sottecchi
ma nessuno si fermò
presso lui.
Colmi del loro bene facile
Lo uccidevano ancora
e procedevano lieti
con il loro incessante vocìo.

Ciuca Beatrice

 




MOSTRI


Ciao bel bambino
Vuoi fare un giro con me?
Hai un bel sorriso limpido
Hai dei begli occhi gioiosi
Hai un piccolo corpo inviolato
Come il mio sorriso
Come i miei occhi
Come il mio corpo
Prima che
Prima che un mostro
Prima che un mostro mi mangiasse l’innocenza
Prima che un mostro mi insegnasse questo
Come l’unico modo di amare
Oggi quel mostro sono io
E mi nutro dell’innocenza dei bambini come te
Bel bambino corri
Fuggi via
Non ti condannerò
A diventare un mostro.

Leone Serena




LA VITA
Parlare e tacere
gioire e soffrire
ridere e piangere…
nel palcoscenico della vita…
cammino di salvezza
luce di speranza…
caduta nell’oblio.

Di Vitantonio Annamaria



AZZURRO
Laggiù dove l’azzurro del cielo
incontra quello del mare
andrò a riposare.
Nudo come il giorno natale
disteso sul tempo ricorderò.

Del Re Pino




SENSAZIONI


Ho visto in viso la gioia
e il dolore
mentre l’incedere della sera
non recava rumore.
Ho danzato alle placide onde
d’uno specchio di ninfee assopite.
Era un sogno…qua e là tratteggiato
di purpurea speranza
che diviene terra e cielo
stella e fiamma.
Nel profondo di un animo incantato
incatenato all’attimo dal quale nulla
fa ritorno.
Inverno di alterne fortune
e timidi tentativi di riscatto
snodati su rotaie sospese:
treno della mancanza e dell’appartenenza,
di presenza e incostanza.
Senso amaro del vissuto…traiettorie mute
di emozioni riposte
come perle inghiottite da conchiglia,
al riparo dallo sguardo
riposano in molle ombra.

Pagliara Rita

 




QUANDO AVRAI FORZA…


Non guardare indietro.
Potresti ricordare le cose
belle che ti sono capitate
e che mai più torneranno.
Non guardare avanti,
potresti immaginare le cose belle
che desideri
e che potrebbero non avverarsi…
Chiudi gli occhi,
e riaprili solo quando
avrai la forza di tornare
indietro senza piangere
e guardare avanti sorridendo.

Balestra Eleonora



ADESSO


In quel momento
avrei voluto aprire a forza i tuoi occhi,
ascoltare ancora una volta il tuo respiro
e stringerti la mano nell’infinito.
E invece no,
tutto è ormai finito.
All’inizio, quando i giorni scivolavano
via come la pioggia
che rapida passa dai tetti alle grondaie,
io scrutavo il tuo viso incuriosita
al pari di un bimbo che alla finestra
osserva i fuochi di artificio.
Poi, ad un tratto,
mi hanno colpita i tuoni,
mentre tutto si metteva a correre
ed io mi scoprivo ferma e smarrita
senza neanche la forza di un sorriso.
Mi sono guardata intorno
per ritrovarmi sola
e girando lo sguardo alla scena,
non vi ho scorto altro che
il tuo letto vuoto,
al centro di una stanza grigia.

Amadio Angela



CORRISPONDENZE


Intima giunge la sera
e porta con sé il profumo di stelle,
freschezza di luna che brilla.
Il selenico dolce chiarore
illumina
la mia mente stanca. E mi culla.
Al soave canto di quel barlume
l’anima mia riposa. E sogna.
Sogna d’un volo tra candide nubi,
sogna d’un gioco con miriadi d’amici,
sogna d’un canto che leggero s’innalza
fin nel profondo del cielo lontano,
sogna d’un bacio che la tua mano
carezza,
che dei mari in tempesta vince la forza,
che d’aspre montagne sfida l’altezza,
e arriva da te, distante,
da te che riposi distesa, sognante
sotto lo stesso cielo di fiaba,
sotto lo stesso soffitto
di questa nostra grande, infinita stanza.

Gualtieri Angelo

 




SE NON FOSSE


Se non fosse per le lacrime che rigano il mio viso,
rugiada su uno stelo d’erba al mattino,
se non fosse per il cuore,
per le sue ferite,
per il mio dolore,
se non fosse per le tue parole,
echi lontane
disperse dal vento,
se non fosse per il tuo ricordo
che mi trafigge l’anima,
io t’avrei già dimenticato,
ma il tuo nome
viene ancora sussurrato dalle mie labbra al mattino
quando te ne vai via,
assieme ai miei sogni…

Di Conca Adriana



NOI


Non so se ti perdonerò per avermi fatta attendere
così a lungo!
Ma forse sarà nel tuo abbraccio
che la mia rabbia si cancellerà,
e allora sarà solo pace!
Non so se, senza nemmeno avermi cercata,
mi ritroverai tra le tue braccia.
Non so cosa sarà allora…
ma mentre mi stringerai in quel silenzio,
tu temerai di perdermi,
io sentirò d’averti trovato!

Gnesutta Simona

 




METATESI EMOTIVA


Vorrei
comunicarti
il cielo
con i suoi rami
irradiati di
emozioni.
Vorrei
comunicarti
il silenzio
inno profondo
di parole a chi
ascolta.
Vorrei
comunicarti
uno sguardo
in attesa
del cuore
che muta.
Avrò
da te solo
un attimo a colmare
il vuoto
con fragili fili di
attenzione.

de Curtis Angelo

 




E PIANGO E URLO E GRIDO


Sono affamata di conoscenza,
ma non di quella dei libri spigolosi
ma dell’anima mia
che sfugge lontano per star da sola e capirsi,
mentre io la inseguo e non la trovo.
Ed urlo e piango e mi dispero
perché non so che cosa vuole,
e il corpo vuoto si fa male a star da solo,
sbatte e cade perché non vede,
piange lacrime plumbee perché soffre,
di follia ha sete, di ragione muore.

Mastropietro Carolina

 




UN’ALTRA LUCE SPENTA


E’ una pioggia che bagna senza domande
e scorre acqua senza pensare.
Nella notte, una luce leggera
si spegne:
un grembo materno stringe
di paura.
Un pugno chiuso
si dibatte senza meta;
cerca libertà.
Ora la trova
nelle lacrime
sparse per un volto
che non conoscerà mai.
L’acqua continua a scorrere,
decide lei se fermarsi.

Mancini Erica

 




QUESTO TEMPO…QUANTO…


Accarezza il mio corpo come miele caldo
penetra nel mio cuore come gelido inverno
posa sul mio petto come cenere ardente
scivola sul mio viso come pioggia
sfoglia i miei pensieri come pagine di un libro
sfiora la mia schiena come forti e sensuali mani
scalda la mia mente come sole d’estate
scorre nelle mie vene come mare in tempesta
mi attraversa
mi devasta
mi distrugge
mi sorregge
mi sorprende
e come forte e intemibile vento
svuota, ferma, protegge e vive…

Veleno Silvia

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