V CONCORSO “POESIA IN CAMMINO"


STANTI DI MORTE (SHOAH)
VINCITRICE 1° PREMIO


Ascolto. Brusio,
supplici sospiri lì,
smisurato stadio di morte.
E poi, nulla. Gelido silenzio.
Guardo. La neve,
candida lacrima di un cielo
mesto, esanime, vuoto.
Orfano
D’un tenero sole amico,
conforto d’infiniti spasmi.
E osservo. Fumo,
plumbeo concentrato di vita,
univoco flusso lasciato
all’inerte zefiro invernale.
Tetra foschia nell’iride eterea
Di un Padre ieri lontano, or più vicino.
Penso. L’uomo,
cenere accesa dell’assoluto,
riflesso della stessa vita
perso
nell’eco perenne di morte.

Gualtieri Angelo




CENOTAFIO
VINCITRICE 2° PREMIO


Mille poesie ho inciso
Sulle pareti della
Mia mente.
Di tutte
Non ricordo
Che una sola parola
Un rigo appena.
Non so se
Capriole da giullare
Madrigali leziosi
Ermetici singulti
O
Naufraghi frammenti
Dall’antico.
Tutti insieme raccolti
Formeranno
La grandiosa epopea
Della mia vita.
Unico lettore:
io.
Saranno il mio epitaffio
O le mie credenziali.

Cimini Marzio Maria




SENZA TITOLO
VINCITRICE 3° PREMIO


Questi sono i giorni
In cui ogni cometa ha il tuo nome
Questi sono i giorni
In cui le traiettorie delle rondini
Disegnano nell’aria il tuo profilo.,
In cui il cielo si tinge dei tuoi occhi
Ed il vento che ti accarezza cerca invano
Di strapparti il segreto della bellezza.
Tu, tu che sei in ogni pagina della mia mente
Tu che sei in ogni piega del mio cuore
Ed in ogni pozza dei miei pensieri,
Lasciati spogliare dalle mie mani
E poi vestiti dei miei sguardi
Tu che togli la vista,
Lasciati guardare
Tu che sei vittoriosa,
Lasciati conquistare
Tu che dai un significato nuovo ad ogni mio giorno,
Lasciati solo…amare…

Calandra Stefano




INNO ALLA VITA


Non essere mai come la luce della notte,
fredda e portatrice di dubbio.
Non essere mai come la luce del giorno,
accecante ed erronea.
Non essere mai come il maestrale,
gelido e violento.
Non essere mai come lo scirocco,
asfissiante e fastidioso.
Non essere mai come la terra riarsa dal sole nelle giornate estive,
brulla e senza vita.
Ma sii come la luce di Dio,
quella che regna sovrana nei Cieli più alti,
che porta chiarimenti e pacificazioni.
Sii come la brezza marina
Che sfiora e accarezza impercettibilmente.
Sii come la terra coltivata e ricca di frutti,
dove regna l’abbondanza.
Ma soprattutto sii te stesso,
che tu sia Vento o Fuoco,
Acqua o Terra,
Freddo o Caldo,
Quiete o Tempesta.
Sii un inno alla Vita!

Adorante Mariacristina




CAMINO DELL’ODIO


Se guardavo il suo fumo di giorno
con la sua andatura placida
il mio pensiero volava al di là
dei sentieri infiniti e di pace.
Quale uomo terreno poteva mai
pensare alla sua crudeltà?
un gioco umano, o un odio
di creature potenti?
Spargeva la sua cenere
al di là dei boschi
e lentamente si posavano
su foglie sorprese
sguardi ingenui e cuori addolorati
di ogni età.
Ogni anno a primavera
in quel prato in finito
il loro sorriso sbocciava
in ogni fiore di campo
qua e là.

Miulli Denise




ALBE E TRAMONTI


Albe e tramonti illuminati da emozioni proibite
Incorniciate da viandanti stanchi e amanti sfuggenti
Dell’istante dannato in cui i sogni più profani
Lascian posto a una realtà ingannevole
Quando angeli maledetti cadono dal paradiso
Perdendosi in un continuo pellegrinare in cuori assenti.

Giannini Martina




DA SEMPRE


Da sempre
perso nelle crepe dei millenni
ti conosco
dejà vu di una storia
che si ripete
uguale a se stessa.
Da secoli
ti attendo
per saziare
quest’ansia d’infinito:
berrò dalle tue labbra
il veleno che oblia
succhierò dai tuoi seni
l’arsenico che rinsavisce.
Se un ossimoro
(incubo di una notte)
un’iperbole cangiante
un mistero suadente.

Pasqualone Massimo




DA UNA STELLA MARINA


Liquide pareti
A unirci in passato
E verdi cortine
A tingere la luce.
Uomo, compagno
Di viaggi e d’avventure,
conservi nel cuore
le voci dell’acqua?

Marisi Flavia



PER TE


Amo la tua libertà
Perché ti amo libera
Amo le tue sopracciglia
Che s’0inarcano come
Liberi gabbiani che tagliano il vento
Amo il libero gorgogliare delle tue risate
Che sgorgano dalla sorgente della tua bocca
Perché fresche ed inafferrabili come acqua
Amo le tue mani che libere
Disegnano in aria i tuoi discorsi
Vorrei coltivare il fiore della tua libertà
Non coglierlo.

Andrenacci Pina



LE SERE


Le sere che guardo
il tuo cielo
ti vedo immerso nel nulla
e respiro con te
mio Dio.

Giovannucci Carlotta




“IL MIO UOMO DEL ‘900”


Correva,
cadeva,
si rialzava, lottava,
tutto per la sua amata,
per farla bella,
potente
e libera
agli occhi del mondo.
Una medaglia sul petto,
un’idea nella testa,
la sua amata nel cuore,
un’espressione fiera sul volto.
E’ a te che mi rivolgo uomo
Tu che sei dentro di me
Con la tua storia
E anche a me riesci a far amare colei per cui tu…
Correvi,
cadevi,
soffrivi,
ti rialzavi,
fuggivi,…
la nostra patria.
Tu sei e sempre sarai
Il mio uomo del ‘900.

Ronca Claudia
(Dedicata al nonno Luigi)



FESTINA LENTE…
(AFFRETTATI LENTAMENTE)…


Rumori sfreccianti
Per linee ondulate
Inseguono l’altero percorso
Dove sedersi accanto è gioia:
primi piani ravvicinati
e scorci fugaci
della città ad intervalli
ricamata da sogni volanti
da togliere il fiato.
Su e giù per il deserto
Delle nostre responsabilità
Il viaggio si conclude
Nell’effimero cerchio
Di periferia o in un luogo familiare
Dove la gente cammina sfiorando
La bellezza che le passa accanto.

Di Nocco Alessandra

 



ANGELI NERI


In un mondo fatto di tenebre,
dove il terrore viaggia con il vento
e il sangue non chiede altro
che essere libero di scorrere.
In un mondo creato dalle lacrime,
dove le anime vagano
come spiriti nell’ombra
e cercano invano delle risposte.
In un mondo distrutto dal dolore
Dove cadaveri imprigionati
Nei corpi dei vivi
Urlano il desiderio
Di una tomba di pace.
In questo mondo,
le stelle non hanno più
la forza di brillare…
La morte non muore mai.

Del Grosso Francesca




LUNA


Tormentata luna
dei miei sogni irrequieti
che d’abissi profondi ti vesti
ed i meandri mi vieti
sussurri alla mia finestra
di malie e di segreti,
di baci rubati
alla notturna brezza,
e sospinge la vita fallace
tremuli pensieri
all’incosciente traguardo
incerto e fugace,
che sa di vano e d’incantato
come di lacrime gentili
sull’asfalto bagnato
come di passi sottili,
come scivola sul vetro
il tuo sguardo vellutato.

Di Girolamo Dalila



IL CANTO DEL MONDO


Un lampo d’azzurro gioca col mare
E svela i tesori e i dolori nascosti
Visi d’infanzia di luce, riposti
Sguardi d’amore che non san volare
Un mare di suoni gusti e colori
Che gridano al mondo la loro natura
Canzoni d’amore, di gioia e paura
Preghiere nascoste e antichi sapori.
Le lame d’acciaio bruciano il cuore
E tingon di rosso le strade del mondo
Un silenzioso grido vien dal profondo
Che parla di vita, speranza ed amore.
Il cuore del mondo che batte fremendo
Con muto stupore osserva la vita
Che scivola via (non è mai finita!)
E vive d’amore, di luce e di vento.


Tarquini Manuela

 



APPARENZA INFINGARDA


Straniata dal mondo
Covo in un angolo
Le mie angosce.
Mi circondo di spettri
Che proiettano sul muro
Ombre maniacali.
I loro artigli lacerano
Il mio volto impallidito.
La mia voce imprigionata
Si fa largo per uscire.
Le mani tremano
Mentre allontanano le ombre.
Ma una luce fuggiasca
Si scaglia contro il muro
E mi acceca: ho davanti
Solo tanti specchi
Che riflettono
Gli spettri di me
Stessa.

Altomare Arianna




TUTTO SI MUOVE LENTAMENTE


Tutto si muove lentamente
Al mattino, quando il cielo
Non è ancora denso
Nel colore che lo tinge d’estate.
Un silenzio ovattato
Avvolge ogni cosa:
C’è solo il rumore delle auto.
Giù per la discesa
Chiuso dall’ombra ed il suo profumo
Il cuore è sorpreso dal mare.
E se fosse lei a sorprendermi
Come d’inverno, quando il sole
Disseta ogni attesa, silenziosa
Nella sua temporanea quotidianità.
Se fosse lei a sorprendermi
Il cuore non chiederebbe nient’altro.


Ligorio Giovanni




NEVE NELL’OLIVETO


Dalla coperta del cielo
Cadono piume nivee
Rugginose mani d’olivo
Devono averla lacerata
In questa epifania degli elementi,
In questo solsistio di sensazioni,
In questa anestesia di suoni,
Il mio sguardo rotola giù
Lungo la nuca della collina
E si riposa…
Dentro una pioggia di silenzi.


Cuccaro Elvira

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